Dandandin.net - English   Dandandin.it - Japanese

Un altro segreto tenuto male da Sony, la PS3 slim!

Quando ho visto 6 mesi fa le foto segrete della PlayStation 3 slim, ho immediatamente pensato a un fake: cover in plasticaccia nera, e un altro carattere orribile per scrivere il logo. E poi mi sembrava troppo presto per una nuova console... Poi la pioggia di rumor, Amazon che IL MESE SCORSO ha messo a listino un nuovo modello, e infine ieri la conferma ufficiale: PS3 slim a 300$ = 300€ = 30000 yen; ovvero: noi Italiani come al solito la pagheremo dal 40 al 60% in più rispetto a americani e giapponesi.

Ovviamente a minor prezzo corrisponde minor qualità: oltre a non avere retrocompatiblità con la PS2, è stata tolta l’opzione per installarci linux (che in pratica era usato solo per copiare i bluray), e ovviamente la rifinitura lucida ed elegante è diventato un orribile nero opaco stile plasticaccia cinese... E se vi piace tenerla dritta, il supporto verticale non è incluso nel prezzo, dovrete aggiungere 24$ = 29€.

Povera Sony, pur avendo, come svela Engadget, la Sony aveva pure registrato la PS3 slim sul database dell'FCC (l'ente delle telecomunicazioni americane) sotto falso nome (ma stesso indirizzo), prodotta da "Sand Dollar Enterprises", non ha potuto fermare le decine di rumor che hanno rovinato la sorpresa... sei mesi fa

Alla ricerca di un laptop replacement

Estate! Tempo di vacanze e di viaggi! E come possiamo fare se nella nostra vacanza vogliamo avere l’accesso incondizionato ad Internet? Ci portiamo dietro un computer, una “penna internet” e via! (Anche se, non tutti lo sanno, ma tutti i cellulari, anche quelli del 1997 possono essere usati come modem per andare su internet con il computer - perfino l’iPhone che, malgrado per i suoi primi due anni di commercializzazione sia stato castrato da questa opzione, l’ha finalmente ottenuta solo con l’ultimo aggiornamento di 2 mesi fa...)

Però i computer portatili sono ingombranti, pesanti, “rubabili”... come facciamo a metterli in valigia? E poi se vogliamo fare una ricerca veloce su Internet, per vedere giusto il nome della località dove dobbiamo andare, dobbiamo metterci a sedere, tirare fuori il nostro mattone “portatile”, aspettare 2-3 minuti che Windows sia operativo, e alla fine usarlo. Non molto pratico in viaggio, no?

Per questo motivo ho iniziato a cercare un “laptop replacement”, ovvero un qualcosa che potesse sostituire completamente un pc portatile quando si è a giro, che possa stare in un piccolo zaino, o meglio ancora in una tasca, che duri molto più delle 2-3 ore di un portatile, e che sia operativo in poco tempo.

I netbook? Sono molto attraenti, piccoli, con lunga autonomia ma... per niente veloci! Il processore usato in questi “computerini” viene direttamente dal passato, per una potenza che nemmeno nel 2001 avrebbe impressionato. Così mi sono immaginato a tamburellare spazientito sul trackpad del netbook nuovo di zecca aspettando il caricamento di Windows, ed ho accantonato immediatamente l’idea di usarne uno come rimpiazzo di un computer vero.

Allora i miei amici Mac-ofili, che, come è risaputo, quotidianamente provano a convincerti ad aderire al Culto di Apple, mi hanno fatto presente l’iPhone (guai a scriverlo con la P minuscola) e del fatto che secondo un sondaggio, per molti americani rimpiazza totalmente l’uso domestico di un computer. Io ero a conoscenza solamente dei (gravissimi) difetti di iPhone, tipo l’assenza del multitasking, invio files via bluetooth, niente video recording, niente contatore dati, niente flash, niente copia e incolla, niente scaricamento files dal browser, niente voip sulla rete cellulare e altri piccoli difettucci... però poi qualche piccola ricerca su google mi ha fatto vedere che gli hacker hanno praticamente risolto tutti i difetti (perfino il principale: la mancanza di una tastiera reale - collegandone una via bluetooth).

Quindi mi ero convinto, che, in fondo, 600 euro per un iPhone, se venivano scomposti in 250 euro per un cellulare di fascia media + 350 euro per un netbook, allora potevano essere accettabili, e quindi, un po’ a malincuore pensando allo stipendio dilapidato in un cellulare, sono andato a comprarne uno ma... sorpresa! La iPhone-mania ha svuotato praticamente tutti i magazzini italiani, rendendo impossibile l’acquisto! Tutti i negozianti dicevano “ritorni a metà settembre”; ehi ma io vado in ferie ad agosto, mica a settembre. Poi, all’ultimo tentativo, la simpatica signorina dell’Ipercoop mi ha dirottato su un HTC Dream, con Android, e sono rimasto colpitissimo!

  1. Una bella tastiera reale
  2. Il multitouch come su iPhone (solo con la rom non ufficiale Cyanogen)
  3. Ha praticamente lo stesso hardware di iPhone 3G, cpu a 528 Mhz, supporto a OpenGL ES, accelerometro, GPS, WiFi... con l’aggiunta di una macchina fotografica 3 Megapixel con autofocus e di una bussola elettronica (questi ultimi due presenti solo sul 3GS)
  4. Tutto ciò che non è presente su iPhone, è già presente di serie senza tanti hack!! Multitasking, video recording, autofocus, voip su cellulare, copia e incolla, download manager, contatore dati e invio files via bluetooth (da scaricare)!
  5. Costa un terzo di iPhone e meno di un netbook
  6. Può far girare Debian con interfaccia grafica, senza modificare niente del firmware! (anche se è lento e inutile dato che è ARM e non x86)
  7. E tanto altro!

E poi c'è il super vantaggio, almeno per me, che non c'è bisogno di installare il pesantissimo iTunes per gestire il telefono/mp3/foto, ma viene visto come un semplice drive usb sul quale copiare senza problemi i nostri files.

Addirittura l’Acer sta pensando di affiancare Android a Windows sui suoi netbook, la dimostrazione che è un sistema valido, in grado di rimpiazzare un computer vero. Ed in effetti è in grado di rimpiazzarlo, è stato un ottimo acquisto!

L’unica nota negativa, come al solito, è la “personalizzazione” dell’operatore. La TIM, che lo distribuisce in esclusiva, ha tolto il logo “with Google” sul retro, per rimpiazzarlo con il più orribile “TIM High-Speed”, divertendosi poi a rimuovere funzioni dal software.

Per fortuna, seguendo le guide di AndroidWorld.it, sono riuscito senza problemi a mettere il fantastico firmware Cyanogen, 5000 volte meglio del castratissimo e limitatissimo firmware TIM

Come hackare un account TIM in pochi minuti

La scorsa settimana ho comprato un telefono, con in regalo una sim della TIM, con una promozione per andare su internet in vacanza. Nella scatola nessun foglio di istruzioni, e le informazioni su Internet erano contrastanti. Quindi ho deciso di registrarmi sul 119.it per vedere per bene come stavano le cose. Il 119.it è qualcosa che lascia la bocca aperta per come è progettato male. Ho provato invano la registrazione al sito per giorni e giorni, per poi capire che finché non si fa una telefonata a pagamento, non è possibile registrarsi al sito. Ovviamente, questo non c’è scritto da nessuna parte, l’ho letto cercando su Google, evidentemente alla Tim pensavano che tutti lo sapessero per conoscenza innata. Alla fine però, dopo aver fatto la mia prima, inutile, telefonata a pagamento, sono riuscito a registrarmi, ho scritto una bella password sicura e ho premuto invio. Errore, la password deve contenere SOLO NUMERI e lunga ESATTAMENTE 8 caratteri!

Ma stiamo scherzando?? Alla Tim lo sanno che cos’è il bruteforce? Quando un hacker sa che una password è lunga 8 caratteri numerici, sa già che in poche ore può compiere con successo un bel bruteforce… Forse non conoscono Brutus?

Ma non è tutto! Per “maggiore sicurezza”, sono bandite tutte le combinazioni “facili” (11111111, 22222222, ecc…). Allora, quale sarà l’unico numero di 8 cifre che una persona media si ricorderà facilmente?

Facciamo un esempio sul nostro Odoroki-san, che ha appena comprato una SIM TIM con il numero 339-1234567, va a registrarsi sul sito per sapere le condizioni della sua tariffa (cosa che comunque non è possibile…). Il nostro amico va a scegliere una password… cavoli non è possibile usare il numero di cellulare (troppo corto o troppo lungo), e allora va a finire che l’unica combinazione ricordabile è… una data!

Odoroki è nato il 15/10/1990, quindi gli risulterà naturale scegliere come password 15101990. 8 cifre, “difficile”, perfetto!

L'username poi, di default, è il numero telefonico stesso, che tutti conoscono!

Quando le cose sono progettate male, non c’è niente da fare.


Statistiche

  • Interventi (357)